(ASTRATTE)
Da una critica del dott. Niccolò Ficicchia: “Se le opere di Angelo Robes sono sempre contraddistinte per gli arditi accostamenti di colori e giochi luce, in questo caso si può dire che il fotografo Asolano abbia varcato il mondo dell’oscurità. In “Infernum”, infatti, è l’oscurità stessa a disegnare le forme, a riempirle e contemporaneamente definirle. L’ambiente è letteralmente infernale, ansioso e ansiogeno. Il tremore delle immagini suggerisce l’ambiguità e l’insondabilità dell’ultraterreno, lasciando però spazio alla fantasia e all’interpretazione dello spettatore. Un altro lavoro davvero originale per il caleidoscopico artista mantovano.”

